<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050</id><updated>2012-02-16T12:27:52.171+01:00</updated><category term='MP'/><title type='text'>NABA DESIGN - MICHELE PORCU</title><subtitle type='html'>IL BLOG RACCOGLIE L'ATTIVITA' DI MICHELE PORCU SVOLTA ALL'INTERNO DI NABA-NUOVA ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI MILANO, A PARTIRE DALL'A.A. 2007/2008. IN PARTICOLARE VENGONO PUBBLICATI I PROGETTI DEGLI STUDENTI DEI LABORATORI DI TESI DEL TERZO ANNO TENUTI NELLA SCUOLA DI DESIGN. CAMPO DI INDAGINE È LA PROGETTAZIONE DELLO SPAZIO IN SENSO SPERIMENTALE. 
IL BLOG È ANCHE UN LUOGO DOVE PUBBLICARE COMMENTI, ARTICOLI, PROGETTI, TESTI LEGATI AI TEMI AFFRONTATI E NON SOLO</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-6567340278783468833</id><published>2012-01-04T16:20:00.003+01:00</published><updated>2012-01-04T16:49:09.307+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>O’in:NABA #03: Beata Fransson, Yusuke Nishimura e Paolo Inverni</title><content type='html'>﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lDTYZH_BAqU/TwR0rtjW3KI/AAAAAAAAAPg/RlcxmgzQ5jM/s1600/Le+grandi+prove+dello+spirito+e+le+innumerevoli+piccole.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="211px" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-lDTYZH_BAqU/TwR0rtjW3KI/AAAAAAAAAPg/RlcxmgzQ5jM/s400/Le+grandi+prove+dello+spirito+e+le+innumerevoli+piccole.jpg" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Le grandi prove dello spirito e le innumerevoli piccole &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Il 17 marzo 2010 i tre artisti Beata Fransson, Yusuke Nishimura e Paolo Inverni hanno tenuto insieme una open lecture, terzo episodio del ciclo &lt;strong&gt;O’in:NABA&lt;/strong&gt;, nato dalla collaborazione dell’associazione O’ con Michele Porcu. &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Durante la lecture, i tre artisti hanno presentato alcuni loro lavori, e in particolare quelli svolti durante la residenza nel programma O’A.I.R., esposte nella mostra collettiva ‘&lt;em&gt;Le grandi prove dello spirito e le innumerevoli piccole’&lt;/em&gt;&amp;nbsp; che si è tenuta nella sede di O’dal 15 marzo al 3 aprile 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beata Fransson&lt;/strong&gt; (1977), vive e lavora in Stoccolma. Traendo spunto dall’idea di Roland Barthes, per cui la fotografia non è mera rappresentazione del reale ma ha la capacità di ridurre visivamente l’oggetto fotografato ed allo stesso tempo di infondergli un significato ‘universale’, l’artista produce oggetti e installazioni in un processo di continua investigazione sul medium e sul senso di fotografia. &lt;br /&gt;A Milano, ha fatto dell’esplorazione della città un mezzo per esprimere il suo rapporto con l'immagine fotografica. Nell'atto di indagare un territorio sconosciuto, utilizzando la macchina fotografica come un’estensione dell’occhio, Beata svela gli aspetti di ciò che la circanda. Rivela così ciò che è manifesto e ciò che resta segreto, come un prolungato spazio vuoto che adopera per la sua immaginazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Yusuke Nishimura&lt;/strong&gt; (Okayama 1981) vive e lavora a New York. I suoi lavori, sviluppati con tecniche analogiche e digitali, indagano il concetto di immagine al confine tra pittura e fotografia, elaborando concettualmente le caratteristiche di spazio e tempo proprie al linguaggio fotografico. Nel progetto sviluppato a Milano, Yusuke esplora l'idea del tempo in relazione ad un luogo preciso (lo spazio di O’ durante la sua permanenza). Visualizzando in un’immagine lo spazio in due diversi momenti accaduti in passato, l’artista intende suggerire come la nostra comprensione del presente venga in qualche modo dettata dall’esperienza di ciò che è trascorso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paolo Inverni&lt;/strong&gt; (Savigliano 1977) vive e lavora a Torino. Utilizza linguaggi ed elementi differenti – pellicola, suono, fotografia, video, linguaggio verbale – in accordo alla natura intrinseca del progetto affrontato. ‘Opera per piccole aggiunte e giustapposizioni sul confine estremo tra strutture e formati, su quegli snodi non-detti nella narrativa per immagini. [...] Una dimensione silenziosa si svela a fianco di dettagli inosservati e di svolte visive solitamente trascurate’, come scrive Daniela Cascella. La ricerca di Inverni si focalizza sull’aspetto della memoria umana, sul rapporto tra il presente e il passato vissuto da persone in contesti e in posti differenti. &lt;br /&gt;Per il lavoro svolto durante la residenza in&amp;nbsp;O', si&amp;nbsp;è fatto&amp;nbsp;guidare dalle suggestioni della Milano raccontata da Luchino Visconti in 'Rocco e i suoi fratelli', da una registrazione degli anni trenta delle campane del Duomo, dagli aneddoti relativi alla città raccolti nel corso della residenza.&lt;br /&gt;I tre artisti hanno inoltre tenuto dal 15 marzo al 3 aprile 2010 nella sede di O’&amp;nbsp;la mostra collettiva ‘&lt;em&gt;Le grandi prove dello spirito e le innumerevoli piccole’&lt;/em&gt; con le opere elaborate durante la residenza nel programma O’A.I.R.. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O’&lt;br /&gt;via Pastrengo 12, 20159 Milano&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.on-o.org/"&gt;http://www.on-o.org/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-6567340278783468833?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/6567340278783468833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2012/01/oinnaba-03-beata-fransson-yusuke.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/6567340278783468833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/6567340278783468833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2012/01/oinnaba-03-beata-fransson-yusuke.html' title='O’in:NABA #03: Beata Fransson, Yusuke Nishimura e Paolo Inverni'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-lDTYZH_BAqU/TwR0rtjW3KI/AAAAAAAAAPg/RlcxmgzQ5jM/s72-c/Le+grandi+prove+dello+spirito+e+le+innumerevoli+piccole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-2617238144933606426</id><published>2012-01-02T20:34:00.003+01:00</published><updated>2012-01-02T21:00:59.368+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP -  L'IMPRONTA ROVESCIATA. LO SPAZIO E IL CORPO - A.A. 2011/2012 - programma del laboratorio</title><content type='html'>﻿﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ACe5OM1lclY/TwIJGqlY7cI/AAAAAAAAANc/g36QktoDPoE/s1600/Topoestesia+1977_01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="218px" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-ACe5OM1lclY/TwIJGqlY7cI/AAAAAAAAANc/g36QktoDPoE/s320/Topoestesia+1977_01.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Gianni Colombo, Topoestesia, 1977&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿﻿﻿&lt;em&gt;spazi violati, spazi amati, spazi malati, spazi flaccidi, spazi sensuali, spazi deformi, spazi scheletrici, spazi morbidi, spazi rigidi, spazi negati, spazi rifatti, spazi che si amano, spazi che si attraggono, spazi che si rifiutano, che non si sopportano, che invecchiano, che odorano, che crescono, che non si dimenticano, che sono dentro di noi, che vorremmo ancora percorrere, vivere, ma che sono nella nostra mente, o nella nostra immaginazione, perché non sono mai esistiti, o non li abbiamo mai incontrati, o non li abbiamo mai avuti, e che forse non sono spazi, non sono corpi, sono altro, tra il nostro interno e il nostro intorno, impronte rovesciate, che non potranno mai restituire ciò che è stato dato. M.P. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema del Laboratorio di tesi di Architettura degli Interni III, tenuto con la collaborazione della storica dell'arte Maria Elena Minuto nell'A.A. 2011/2012, sarà lo spazio e le sue relazioni con il corpo, e viceversa. Sempre che le due “entità” possano essere disgiunte.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il filosofo tedesco Martin Heidegger si domandava in "&lt;em&gt;Corpo e Spazio&lt;/em&gt;": “Cos'è, dunque, lo spazio in ciò-che-gli-è-proprio? (…) Se facciamo attenzione a ciò-che-è-più-proprio dello spazio, ossia al fatto che fa-spazio, siamo finalmente in condizione di scorgere uno stato di cose rimasto fino ad oggi precluso al pensiero. Si tratta di vedere in che modo l'uomo è nello spazio. L'uomo non è nello spazio come un corpo." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-k5dyVXCqCRo/TwIMB5P1umI/AAAAAAAAAOM/g441tBusuyE/s1600/muybridge_running_away1885.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="256px" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-k5dyVXCqCRo/TwIMB5P1umI/AAAAAAAAAOM/g441tBusuyE/s320/muybridge_running_away1885.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-small;"&gt;Eadweard Muybridge , Running away, 1885&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto tra corpo (umano) e spazio è implicito in architettura, ma quanto viene considerato dai progettisti, in particolare quando si tratta di definire i luoghi dell’abitare a partire dall’interno? &lt;br /&gt;In che modo il corpo, entrando in contatto con un ambiente, può produrre una determinata situazione spaziale attraversabile, non solo fisicamente ma anche emotivamente e percettivamente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a considerare le esperienze provenienti dal mondo dell’arte contemporanea, nel quale a partire almeno dagli anni Sessanta del secolo scorso, il corpo ha cessato di costituire esclusivamente un oggetto privilegiato di consumo visivo, di rappresentazione e di riflessione teorica, per divenire a tutti gli effetti presenza attiva, mezzo d’espressione-comunicazione, spazio concettuale e simbolico sul quale intervenire. L’analisi del ruolo e delle diverse declinazioni che la corporeità ha assunto nelle differenti epoche e contesti storico-culturali, consentirà di entrare in contatto con tutte quelle ricerche e pratiche artistiche (performance, installazione, video-art, pittura, scultura) che hanno posto e che tutt’ora situano il corpo al centro delle proprie riflessioni-intenzioni-azioni. &lt;br /&gt;Esperinze che hanno avuto un parallelo in alcune non-opere dell’architettura radicale, tra le quali citiamo le azioni urbane e spaziali, fatte di sfere, schiume e strutture pneumatiche, dei viennesi Haus-Rucker-Co e Coop Himmelblau, dal valore primariamente politico. &lt;br /&gt;Anni in cui le prove di case/capsula a misura di corpo, quasi seconda pelle per una definizione minima della sfera individuale, trovavano forma nei cilindri trasparenti di Hans Hollein.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-OakCxi8ffbo/TwIKZN0FxbI/AAAAAAAAANo/BS7GfoOJdAc/s1600/hans+hollein_.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-OakCxi8ffbo/TwIKZN0FxbI/AAAAAAAAANo/BS7GfoOJdAc/s320/hans+hollein_.jpg" width="155px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Hans Hollein, Mobiles Buero, 1969&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿﻿ Pensiamo inoltre ad alcune sperimentazioni della danza contemporanea, che considerano lo spazio non in senso scenografico ma coreografico/architettonico, ponendolo così come soggetto performativo al pari del corpo, in un’idea di Gesamtkunstwerk di avanguardistica memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-cBlynaif5A0/TwIK6aMne_I/AAAAAAAAAN0/fxGsmh8sWLw/s1600/tb-3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="257px" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-cBlynaif5A0/TwIK6aMne_I/AAAAAAAAAN0/fxGsmh8sWLw/s320/tb-3.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Trisha Brown, Walking on Wall, 1971&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿Le relazioni spazio/corpo possono portare inoltre all’architettura antropomorfa e alla fisiognomica – si pensi tra i tanti esempi a Ricardo Porro – dove a prevalere sembra essere l’aspetto puramente formale e linguistico, non privo di fascinazioni sensuali ed erotiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il progetto di tesi, in una prima ipotesi, si propongono tre campi di intervento, tre ambiti, o forse tre metafore:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. LO SPAZIO – PROTESI&lt;br /&gt;2. LO SPAZIO E IL SUO DOPPIO (IL CORPO)&lt;br /&gt;3. SPAZIO COME CORPO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la tesi, gli studenti, individualmente o in coppia, dovranno definire nel corso del primo semestre un tema personale che rientri nell’ambito dei macro-temi proposti. Nel secondo semestre dovrà essere sviluppata la fase progettuale vera e propria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;BIBLIOGRAFIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Architettura – teoria&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;Vidler Anthony, The Architectural Uncanny, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, 1994 (trad. it, Il perturbante dell’architettura, Einaudi, Torino, 2006)&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;Vidler Anthony, Warped Space, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge 2000; trad. It, La deformazione dello spazio, PostmediaBooks, Milano, 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Architettura – fisiognomica e antropomorfismo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;Feuerstein Günter, Biomorphic Architecture: Human and Animal Forms in Architecture, Edition Axel Menges, Stuttgart, 2002&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Arte - generale&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;Foster Hal et al., Art since 1900. Modernism, Antimodernism, Postmodernism, London, Thames &amp;amp; Hudson, 2004 (tr. it. Arte dal 1900, Milano, Zanichelli, 2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Arte – corpo e performance&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Goldberg Roselee, Performance. Live art since the 60s, Thames &amp;amp; Hudson, London, 2004&lt;br /&gt;- &amp;nbsp;Macrì Teresa, Il corpo postorganico. Sconfinamenti della performance, Costa &amp;amp; Nolan, Genova, 1996&lt;br /&gt;- Jones Amelia, Presence in Absentia: Experiencing Performance as Documentation, in "Art Journal", Vol. 56, No. 4, College Art Association, 1997, pp. 11-18&lt;br /&gt;- &amp;nbsp;O'Reilly Sally, Il corpo nell’arte contemporanea, Piccola Biblioteca Einaudi. Mappe, Torino, 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Filosofia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- &amp;nbsp;Heidegger Martin, Corpo e spazio. Osservazioni su arte-scultura-spazio, Il Melangolo, Genova, 2004&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VIDEOGRAFIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;si suggerisce inoltre la visione dei seguenti video, reperibili su ubuweb.com:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Hans Namuth, Pollock Painting, 1951, 10:13 min, color, sound.&lt;br /&gt;- Yves Klein, Anthroponometries of the Blue Period and Fire Paintings: Two Performances, 1960, 7:00 min, color, silent.&lt;br /&gt;- Yvonne Rainer, Hand Movie, 1966, 6:17 min, b&amp;amp;w, silent.&lt;br /&gt;- Vito Acconci, Association Area, 1971, 62:00 min, b&amp;amp;w, sound.&lt;br /&gt;- John Baldessari, Six colorful inside Jobs, 1971, 32.57 min, color, silent.&lt;br /&gt;- Marina Abramovic, Freeing the Body, Berlin 1976, Galerie Mike Steiner, 360:00 min, b&amp;amp;w, sound.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-lQn3eA3RuKo/TwILluxZwlI/AAAAAAAAAOA/zSeBi_svo8c/s1600/Amplified+Tension.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="209px" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-lQn3eA3RuKo/TwILluxZwlI/AAAAAAAAAOA/zSeBi_svo8c/s320/Amplified+Tension.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Stelarc, Amplified Tension&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-2617238144933606426?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/2617238144933606426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2012/01/aa-20112012-programma-del-corso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/2617238144933606426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/2617238144933606426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2012/01/aa-20112012-programma-del-corso.html' title='MP -  L&apos;IMPRONTA ROVESCIATA. LO SPAZIO E IL CORPO - A.A. 2011/2012 - programma del laboratorio'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ACe5OM1lclY/TwIJGqlY7cI/AAAAAAAAANc/g36QktoDPoE/s72-c/Topoestesia+1977_01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-2488037402263462948</id><published>2011-05-05T12:55:00.007+02:00</published><updated>2012-01-02T20:39:46.120+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - LA CASA DELL'ARTISTA - A.A. 2010/2011 - programma del laboratorio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VMSEtoiT2zU/TfdWvMkfGnI/AAAAAAAAAKg/bbkGUBd0ApQ/s1600/DSCN3553.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240px" src="http://2.bp.blogspot.com/-VMSEtoiT2zU/TfdWvMkfGnI/AAAAAAAAAKg/bbkGUBd0ApQ/s320/DSCN3553.JPG" t8="true" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Presentiamo il programma del laboratorio di tesi di Architettura degli Interni III,&amp;nbsp; tenuto con la collaborazione della storica dell'arte Maria Elena Minuto nell'A.A. 2010/2011&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“I think more about metaphoric voids, gaps, left over spaces, places that where not developed… for example, the places where you stop to tie your shoelaces, places that are just interruptions in your daily movements. These places are also perceptually significant because they make a referente to movement space. It was about something other than the established architectural vocabulary, without getting fixed into anything too formal”. Gordon Matta-Clark, 1974&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Premessa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Raffigurato attraverso le immagini pittoriche e fotografiche, descritto con le parole, immaginato con il pensiero e interrogato dall’architettura, lo spazio che ci circonda ha sempre prodotto nell’essere umano una forte suggestione. Ogni cultura ne ha sviluppata una propria concezione, una personale iconografia con cui rappresentarlo e un peculiare modo di entrare in contatto con esso. &lt;br /&gt;Questo corso, nel tentativo di indirizzare lo studente verso l’elaborazione di un proprio spazio simbolico, teorico ed operativo, intende attraversare il secolo scorso sulla strada che attorno al concetto stesso di spazio l’arte contemporanea ha tracciato. &lt;br /&gt;Caduti i paradigmi tradizionali come la supremazia del soggetto cartesiano in rapporto ad un oggetto di visione e l’egemonia dell’impianto prospettico rispetto all’elaborazione di una composizione figurativa, in che modo può essere raccontato, analizzato e rappresentato lo spazio nel contemporaneo? &lt;br /&gt;Questo corso intende ripercorrere storicamente, socialmente ed antropologicamente l’evoluzione di un simile processo durante il XX secolo ed aprire un dibattito sullo stato attuale del linguaggio dell’arte e dell’architettura in rapporto ad esso. &lt;br /&gt;Per queste ragioni e temi annunciati, accanto al docente/architetto progettista (Michele Porcu) si avrà per l’intero corso il contributo strutturale di una storica dell’arte (Maria Elena Minuto), referente continuo per tutte le questioni riguardanti l’arte e gli artisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Struttura del corso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il corso annuale porta all’elaborazione della tesi di laurea di primo livello in Design, con un progetto di Architettura di Interni.&lt;br /&gt;Il corso si sviluppa attraverso lezioni teoriche, lezioni critiche e dibattiti intorno ad alcuni esempi di opere d’arte o d’architettura, open lecture di ospiti esterni – tra le quali si segnalano quelle della serie “O’in:NABA” avviata già nel precedente anno accademico e nata dalla collaborazione con O’ / organizzazione non profit per la promozione delle ricerche artistiche – esercitazioni ex-tempore su alcune questioni nodali del progetto di architettura, revisioni dei progetti e seminari collettivi di presentazione e discussione.&lt;br /&gt;Il corso prevede due fasi, delle quali la prima con durata più breve è da considerarsi propedeutica alla seconda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;1. Prima esercitazione: “La casa dell’architetto”&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;Nel primo periodo del corso (da inizio novembre a metà dicembre), verrà assegnata una prima esercitazione di carattere prettamente didattico e analitico della durata di tre settimane, allo scopo di avvicinamento, conoscenza reciproca, test delle conoscenze e capacità.&lt;br /&gt;A ogni studente verrà abbinata una casa simbolica dal significato straordinario: l’appartamento o villa progettata da un architetto dell'ultimo secolo (dai maestri del Movimento Moderno ad alcuni contemporanei) per se stesso. Utente/madre e committente/padre si identificano, con rischio di corto circuito, autocompiacimento, volontà di esposizione in forma di casa/manifesto del proprio pensiero. &lt;br /&gt;Nella realtà sembra prevalere un tono dimesso e semplificato rispetto ad altre opere degli stessi autori. &lt;br /&gt;Gli studenti dovranno analizzare, ridisegnare e fare un modello di queste abitazioni.&lt;br /&gt;Il tutto dovrà essere raccolto in un album su carta, e dovrà essere preparata una presentazione a video che verrà esposta collettivamente a metà dicembre in aula. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;2. Tesi di laurea: “La casa dell’artista”&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;Proviamo, quasi fosse un gioco, a immaginare un’affinità elettiva tra artisti e architetti, e a stabilire un rapporto agendo dall’esterno, osservatori con licenza di modificare forme preesistenti per renderle insieme spazi privati e pubblici, luoghi dell’abitare e dell’esporre. &lt;br /&gt;Cosa accade nel momento in cui una struttura architettonica, progettata in origine come intimo microcosmo, diviene un luogo collettivo e un centro di trasmissione culturale? Possono degli edifici realizzati e fortemente caratterizzati da architetti divenire lo spazio ideale, autobiografico e sperimentale di un artista?&lt;br /&gt;Ciascuno studente scegliendolo da una lista di suggerimenti, potrà individuare un artista contemporaneo che diventerà il proprio committente virtuale, e immaginare un luogo in grado di conservare, esporre e valorizzare le sue opere. Analizzando con attenzione il lavoro dell’artista attraverso una mirata e approfondita ricerca bibliografica, e dunque mediante una ricostruzione di natura essenzialmente filologica, lo studente sarà invitato a individuare un tema portante che potrà divenire il nucleo concettuale dello spazio abitativo. Con il progetto si vuole determinare un contatto fluido e dinamico tra la dimensione dell’Arte e il linguaggio architettonico di un’opera esemplare della modernità, il complesso di Luigi Moretti in Corso Italia a Milano, attraverso la sua trasformazione spaziale interna.&lt;br /&gt;La relazione e il confronto che verranno a crearsi tra l’opera dell’artista in questione e l’architettura scelta per ospitarla, aprirà inevitabilmente la riflessione riguardo l’importanza di pensare un ambiente architettonico in termini processuali, come un organismo potenzialmente soggetto, nel corso del tempo, a tutta una serie di alterazioni.&lt;br /&gt;Attraverso la decodifica in termini fisici e concettuali di spazi architettonici già esistenti con una loro specificità in termini di linguaggio e intenzioni, si vuole offrire allo studente l’occasione di interrogarsi sulla natura del transito di questi ambienti da scenari domestici a occasioni spaziali di fruizione pubblica, e su tutte le possibilità espressive, percettive e cognitive che possono scaturire dalla creazione di spazi “inattesi”.&lt;br /&gt;Si apre qui un altro capitolo di natura metodologica e concettuale fondamentale e ancora non sufficientemente definito, il rapporto tra architettura in senso lato e architettura d’interni come campo con una possibile autonomia disciplinare, pratica progettuale e teorica distinta. &lt;br /&gt;Si vogliono smascherare le ambiguità nascoste dietro i termini, e le prassi didattiche e professionali sottese, per cercare di capire l’identità e la specificità del progetto di interni, e anche la sua possibilile carica disvelatrice e il suo potenziale spaziale.&lt;br /&gt;Per ipotizzare quale effetto potrebbe scaturire dall’incontro di opere d’arte e realizzazioni architettoniche, e dalla contestualizzazione dell’intervento artistico all’interno di un’atmosfera intima e protetta, siamo partiti da una domanda: esiste un luogo effettivo, uno spazio ideale per l’Arte? E per l’Artista?&lt;br /&gt;Un simile interrogativo nasce dalla volontà di pensare l’arte e l’architettura come due dimensioni complementari e necessarie alla produzione e alla creazione di realtà nuove. &lt;br /&gt;La casa dell’artista, dunque, ha la fisionomia di un racconto sperimentale che si sviluppa di continuo attraverso l’elaborazione di una serie di ipotesi progettuali in grado di trasmettere l’impronta del passaggio e della trasformazione lungo l’andare del tempo e nello spazio illimitato di un’idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Elaborati di tesi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ogni materiale tradizionale e sperimentale potrà essere utilizzato dagli studenti a partire dal processo di definizione del tema correlato al committente/artista scelto, fino al progetto di trasformazione dello spazio interno di uno degli edifici di Moretti.&lt;br /&gt;Particolare importanza in questo senso rivestiranno le ricerche sugli autori e le opere.&lt;br /&gt;Si chiederà di lavorare il più possibile con strumenti tradizionali e spesso trascurati, quali il disegno e schizzo a mano libera e i modelli di studio anche concettuali e non solo rappresentativi nelle fasi del processo progettuale, per poi arrivare anche a visualizzazioni virtuali e video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Blog&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Strumento di collaborazione, discussione e diffusione all’interno del gruppo e di relazione con l’esterno sarà il Blog, già attivato nel corso dell’anno accademico precedente e in fase di continuo perfezionamento. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/"&gt;http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bibliografia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;n.b. durante l’anno accademico la bibliografia verrà ampliata e dettagliata. Saranno inoltre elaborate dispense con selezione di testi, messe a disposizionedegli studenti presso la Biblioteca NABA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Architettura&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Manuali di Storia dell’Architettura Moderna e Contemporanea:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Renato De Fusco, &lt;em&gt;Storia dell’Architettura Contemporanea&lt;/em&gt;, Editori Laterza, Roma-Bari, 2007 (I ed. 1974, riveduta e corretta fino all’edizione del 2000) &lt;br /&gt;- Neil Spiller, &lt;em&gt;Visionary Architecture. Blueprints of the Modern Imagination&lt;/em&gt;, Thames &amp;amp; Hudson, London, 2006 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Critica, Teoria e Poetica:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Bruno Zevi, &lt;em&gt;Saper vedere l'architettura. Saggio sull'interpretazione spaziale dell'architettura&lt;/em&gt;, &lt;br /&gt;Einaudi, Torino, 2009 (I ed. 1948, successivamente riveduta e corretta) &lt;br /&gt;- Gio Ponti, &lt;em&gt;Amate l’Architettura&lt;/em&gt;, Rizzoli, Milano, 2008; ed. originale: Amate l’Architettura, Vitali e Ghianda, Milano, 1957 &lt;br /&gt;- Jean Baudrillard, Jean Nouvel, &lt;em&gt;Les objects singulier. Architecture et philosophie&lt;/em&gt;, Calmann- Lévy, Paris, 2000; trad. it, Architettura e nulla. Oggetti singolari, Electa, Milano, 2003&lt;br /&gt;- Anthony Vidler, &lt;em&gt;The Architectural Uncanny&lt;/em&gt;, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge 1994; trad. It, &lt;em&gt;Il perturbante dell’architettura&lt;/em&gt;, Einaudi, Torino, 2006 &lt;br /&gt;- Rem Koolhaas, &lt;em&gt;Junkspace&lt;/em&gt;, Quodlibet, Macerata, 2006 &lt;br /&gt;- Anthony Vidler, &lt;em&gt;Warped Space&lt;/em&gt;, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge 2000; trad. It, &lt;em&gt;La deformazione dello spazio&lt;/em&gt;, PostmediaBooks, Milano, 2009&lt;br /&gt;-Riviste di architettura dal 1990 al 2010, tra le italiane in particolare Domus e Abitare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Per la prima esercitazione “La casa dell’architetto”:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Gennaro Postiglione (a cura di), &lt;em&gt;One hundred houses for one hundred european architects of the twenteth century&lt;/em&gt;, Taschen, Köln, 2004, ed it. &lt;em&gt;Cento case per cento architetti&lt;/em&gt;, Taschen, Köln, 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Arte&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Manuali Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Hal Foster, Rosalind Krauss, Yve-Alain Bois, Benjamin H.D. Buchloh, &lt;em&gt;Arte dal 1900&lt;/em&gt;, Zanichelli, 2006 (pp.470-474; 492-495; 534-544)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Critica e Teoria&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Denys Riout, &lt;em&gt;Qu’est-ce que l’art moderne?,&lt;/em&gt; Éditions Gallimard, Parigi 2000; trad.It, &lt;em&gt;L’arte del ventesimo secolo&lt;/em&gt;, Einaudi, Torino 2002&lt;br /&gt;- Hal Foster, &lt;em&gt;The Return of the Real&lt;/em&gt;, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge 1996; trad.It, &lt;em&gt;Il ritorno del reale&lt;/em&gt;, PostmediaBooks, Milano 2006 (pp. 51-67)&lt;br /&gt;- Rosalind E. Krauss, &lt;em&gt;L’originalità dell’avanguardia&lt;/em&gt;, Fazi, Roma 2007 (pp. 269-297)&lt;br /&gt;- Erwin Panofsky, &lt;em&gt;Die Perspektive als&lt;/em&gt; &lt;em&gt;S&lt;span lang="NL" style="font-family: Arial; font-size: 10pt; mso-ansi-language: NL; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Cambria; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;ymbolische Form&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, in Vortrage der Bibliothek Warburg, 1927; trad. It, &lt;em&gt;La Prospettiva come Forma simbolica, &lt;/em&gt;Abscondita, Milano 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-2488037402263462948?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/2488037402263462948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/mp-la-casa-dellartista-aa-20102011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/2488037402263462948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/2488037402263462948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/mp-la-casa-dellartista-aa-20102011.html' title='MP - LA CASA DELL&apos;ARTISTA - A.A. 2010/2011 - programma del laboratorio'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-VMSEtoiT2zU/TfdWvMkfGnI/AAAAAAAAAKg/bbkGUBd0ApQ/s72-c/DSCN3553.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-2340670707157009445</id><published>2011-05-05T12:19:00.005+02:00</published><updated>2012-01-02T20:40:31.330+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - IL LIBRO - A.A.2007/2008 - programma del laboratorio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MAi9lOQmxWY/TfdkVLOOhEI/AAAAAAAAALA/aresk2RxWg8/s1600/CALVINO_lezioni0.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-MAi9lOQmxWY/TfdkVLOOhEI/AAAAAAAAALA/aresk2RxWg8/s1600/CALVINO_lezioni0.png" t8="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il tema del corso di Exhibition Design III tenuto nell'A.A. 2007/2008 è stato il libro e la sua possibile esposizione. Il libro era "Le Lezioni americane" di Italo Calvino: ogni studente doveva mettere in mostra una delle lezioni.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Questioni in gioco&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale relazione un allestimento deve istituire con un “interno” nel quale si “posiziona”? &lt;br /&gt;E con l’”esterno”? &lt;br /&gt;E con le pareti/soglia? &lt;br /&gt;Se l’oggetto dell’esposizione fosse un’idea, un concetto, un metodo? &lt;br /&gt;Esporre senza oggetti è esporre?&lt;br /&gt;E se l’oggetto fosse uno solo? &lt;br /&gt;Quali sono gli obiettivi possibili di una mostra? &lt;br /&gt;E come l’allestimento deve metterli in scena? &lt;br /&gt;Che differenza c’è tra un allestimento e un’installazione? &lt;br /&gt;E tra un allestimento e un interno? &lt;br /&gt;Tra esporre per vendere e esporre per narrare comunicare insegnare spiegare? &lt;br /&gt;Narrazione o simulazione?&lt;br /&gt;Un allestimento permette una classificazione, una narrazione ma anche un’indagine sullo spazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Progetto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema: una mostra per un oggetto unico: un libro. &lt;br /&gt;Le Lezioni americane di Calvino.&lt;br /&gt;Leggerezza. Rapidità. Esattezza. Visibilità. Molteplicità.&lt;br /&gt;Tradurre dalla letteratura allo spazio: “La traduzione - secondo il filosofo francese Jacques Derrida - non è la trasmissione, riproduzione o immagine di un significato originale che la precede. Al contrario, il vero senso di qualcosa di originale non è altro che l’effetto della traduzione. La traduzione produce realmente ciò che sembra semplicemente riprodurre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il luogo: la Triennale di Milano, la “curva” a pianterreno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corso è un laboratorio sperimentale di progetto, con lezioni critiche e teoriche dove verranno presentati esempi significativi di allestimenti e non, con visite a mostre e altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Visite effettuate fuori sede:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;1.10.2007. mostre “Anni Settanta” e “David Lynch” (Triennale di Milano) &lt;br /&gt;21.11.2007. mostra “Bruno Munari” (Rotonda della Besana, Milano) con il curatore Beppe Finessi &lt;br /&gt;03.12.2007. sede della rivista Abitare e incontro con la redazione (Milano)&lt;br /&gt;05.03.2008. mostra “Fischli &amp;amp; Weiss” (Palazzo Litta, Milano) &lt;br /&gt;19.03.2008. studio-museo Achille Castiglioni (Milano) con Irma Castiglioni&lt;br /&gt;19.03.2008. mostra “Expo” (Triennale di Milano)&lt;br /&gt;02.04.2008. mostre “Le parole nell’arte”, “Vincenzo Agnetti”, “La collezione di libri d’arte di Vanni Scheiwiller”, “Chen Zen” (MART, Rovereto)&lt;br /&gt;28.05.2008. azienda De Vecchi e incontro con Gabriele De Vecchi – ex Gruppo T (Milano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;+ 08.08.2008. evento/mostra di fine corso “the Nababookshow” &lt;br /&gt;al Design Museum della Triennale di Milano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-2340670707157009445?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/2340670707157009445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/mp-il-libro-aa20072008.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/2340670707157009445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/2340670707157009445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/mp-il-libro-aa20072008.html' title='MP - IL LIBRO - A.A.2007/2008 - programma del laboratorio'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-MAi9lOQmxWY/TfdkVLOOhEI/AAAAAAAAALA/aresk2RxWg8/s72-c/CALVINO_lezioni0.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-7452587065228566160</id><published>2011-05-05T11:54:00.008+02:00</published><updated>2012-01-02T20:41:11.877+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - LO SPAZIO E IL SUONO - A.A. 2008/2009 - programma del laboratorio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;﻿﻿ ﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8fGWnS_rVDQ/Tfdi6tDr5eI/AAAAAAAAAK4/tTxbT0ZZLB8/s1600/Xenakis_Strat%25C3%25A9gie.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="217px" src="http://1.bp.blogspot.com/-8fGWnS_rVDQ/Tfdi6tDr5eI/AAAAAAAAAK4/tTxbT0ZZLB8/s320/Xenakis_Strat%25C3%25A9gie.jpg" t8="true" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Iannis Xenakis, Stratégie, 1965&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;em&gt;Pubblichiamo il programma del laboratorio di tesi di Interior Design del terzo anno della Scuola di Design di NABA, tenuto nell'A.A. 2008/2009.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il tema è stato il rapporto tra spazio e suono, e più in particolare quello tra architettura e musica.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Durante l'anno il corso ha avuto molti interventi qualificati. Il compositore e musicista Massimiliano Viel ha svolto un ruolo fondamentale sia dal punto di vista teorico, sia per il contributo dato nello sviluppo di alcune tesi. Il regista del suono&amp;nbsp;Hubert Westkemper ha tenuto un seminario dedicato in particolare all'ascolto binaurale, con esperimenti in aula. Ricciarda Belgiojoso ci ha introdotti nel mondo del suono come materiale di progettazione degli spazi pubblici. Il pittore e videoartista Franco Duranti ha tenuto una lezione sul rapporto partitura/pittura, esponendo anche propri lavori. Steve Piccolo, musicista e sound-designer, ha parlato della ricerca che sta conducendo da anni sul suono nei musei, Ramuntcho Matta nella lezione "Contre l’abysse musicale et pour une subjectivité sonore" ha posto al centro del discorso musicale&amp;nbsp;la libertà, contro ogni autoritarismo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INTRODUZIONE &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’occhio e l’orecchio. &lt;br /&gt;Lo spazio e il tempo. &lt;br /&gt;Il design e la musica. &lt;br /&gt;L’oggetto e il suono. &lt;br /&gt;Mondi lontani. &lt;br /&gt;Lontani, forse in apparenza. E poi, mondi? &lt;br /&gt;Avranno senso queste definizioni e contrapposizioni?&lt;br /&gt;Le discipline esistono, hanno una storia, dei princìpi che mutano nel tempo, metodologie e procedure, insegnamenti e bibliografie, apparati e burocrazie. E dunque hanno senso.&lt;br /&gt;Ma intersezioni esistono. &lt;br /&gt;L’una può influenzare l’altra, può dipendere dall’altra, può trovare nell’altra linfa inaspettata per sperimentare contenuti altrimenti non raggiungibili in processi autoreferenziali, canonici in senso classico. Al punto da fondersi, da non distinguersi.&lt;br /&gt;Possiamo usare il suono come materiale da costruzione alla pari del legno, dell’acciaio o della luce. Per un oggetto o per uno spazio.&lt;br /&gt;Il design come l’architettura sono arti primariamente definite dall’occhio. &lt;br /&gt;La musica dall’orecchio. &lt;br /&gt;I suoni in generale vivono grazie all’orecchio, ma attraversano anche il corpo, un interno-interiore nell’interno-ambiente, determinando percezioni di altri organi. &lt;br /&gt;E poi, per quanto ancora in minima parte, esiste una loro trasposizione codificata su carta, che sopravvive alla loro e nostra vita.&lt;br /&gt;Qualcosa provoca un suono, e quel qualcosa può essere anche un oggetto, anche un’architettura in senso esteso. Allora, come designer dell’oggetto o dello spazio (continuamo a usare queste parole, oggetto e spazio, per pura semplicità, ma ne conosciamo l’ambiguità) possiamo pensare di definire o ridefinire quel qualcosa. Anche di darne un senso nuovo. &lt;br /&gt;Così come possiamo ridefinire lo spazio entro il quale le cose (strumenti, dispositivi, amplificatori e via di seguito) suonano, arrivando a suggerire nuove composizioni, o nuove modalità di ascolto. &lt;br /&gt;John Cage scriveva che la musica del passato “aveva a che fare con i concetti e la loro comunicazione, la nuova musica invece non ha niente a che fare con questo, ma solo con la percezione”.&lt;br /&gt;Nuove percezioni non solo visive, ma legate ancor più all’esperienza nel tempo, quel tempo senza il quale ogni spazio, ogni oggetto sarebbe solo natura morta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRIMO PROGETTO &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il corso prevede una prima esercitazione progettuale con consegna il 5/12/2008, relativa all’allestimento di uno strumento musicale in uno spazio di 6x6x6 m, sala di un ipotetico museo degli strumenti musicali nella quale dev’essere possibile, a orari prestabiliti, l’ascolto dello strumento esposto per un piccolo gruppo di visitatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SECONDO PROGETTO / PROGETTO DI TESI DI LAUREA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si propongono due famiglie di interventi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1. spazio e suono&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Premessa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“Ecco, appunto…lo spazio…Potremmo forse dirla con Foucault, ad un momento storico dato insorgono delle “eterotopie” destinate all’ascolto musicale. Accanto ai cimiteri, ai manicomi, alle prigioni, si edificano i teatri e le sale da concerto. Mi pare che un’analogia strettissima conta fra (…) l’unificazione dei suoni attraverso la “&lt;em&gt;Was ist?-frage&lt;/em&gt;” e quest’unificazione dello spazio dell’esecuzione-ascolto musicali. La concentrazione e l’omogeneizzazione dello spazio, la perdita della multispazialità possibile del fatto musicale si saldano strettamente alla riduzione netta della possibile polivocità, multivocità dei “sensi” d’ascolto. In tale costrizione incrociata, ascolto e spazio dell’ascolto vengono concepiti, risaputi insieme.” &lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Luigi Nono/Massimo Cacciari 1985&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’è dunque lo spazio?&lt;br /&gt;Possiamo sostenere che “lo spazio non è niente se non è riempito di materia… lo spazio deformato dalla materia esiste soltanto grazie a questa deformazione”, come scriveva il musicista Tristan Murail nel 1981? &lt;br /&gt;A partire dagli anni Cinquanta del XX secolo, alcuni compositori, come Karlheinz Stockhausen e Iannis Xenakis, hanno sentito la necessità – a causa anche delle novità introdotte dall’uso dell’elettronica nella musica – di modificare non solo il modo di fare musica, la sua stessa definizione, ma anche di ripensare ai luoghi preposti all’esecuzione e ascolto, di sostituire le forme a “scatola per scarpe” delle sale da concerto, o di uscire del tutto dai luoghi chiusi.&lt;br /&gt;In “Musica nello spazio” del 1958 Stockhausen affermava che “sarebbe sensato anche chiedere allo sviluppo stesso della musica i criteri per la costruzione degli auditori, invece di partire – senza alcuna discussione – dal presupposto di non dovere eseguire altro che musica “classica” fino alla fine dei tempi”.&lt;br /&gt;Sono passati 50 anni, cosa è stato fatto?&lt;br /&gt;Quali sono le esigenze oggi dei musicisti sperimentali in fatto di spazio e di ambiente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Progetto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;1. Allestimento di un evento di musica contemporanea e sperimentale.&lt;br /&gt;2. Allestimento di una mostra legata alla musica contemporanea e sperimentale, su:&lt;br /&gt;- un’opera (Padiglione Philips di Le Corbusier/Xenakis, Polytope di Xenakis, sfera di Osaka per l’Expo 1970 di Stockhausen, etc.), &lt;br /&gt;- un autore (Stockhausen, Cage, Xenakis, Brant, etc)&lt;br /&gt;- un tema&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2. spazio è suono&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Premessa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“Un paesaggio sonoro è un qualsiasi campo di studio acustico. Paesaggio sonoro può essere una composizione musicale, un programma radio o un ambiente acustico. (…) Un paesaggio sonoro è fatto di eventi uditi, non di oggetti visti”. Così scriveva Murray Schafer nel 1977.&lt;br /&gt;Negli ultimi decenni la distinzione tradizionale tra suono rumore silenzio e musica ha perso significato: “La musica è il suono, i suoni che ci circondano, ci si trovi o meno in una sala da concerto”, scriveva John Cage, musicista e artista dissacratore, che ha lavorato con il caso dando al silenzio il valore di suono. &lt;br /&gt;Domanda: è possibile suonare un edificio come se fosse uno strumento? Sentire il volume e le dimensioni, i materiali, i caratteri e le funzioni? Introdurre dunque il suono nel progetto degli interni, farlo diventare un parametro fondamentale, così come in musica è stato introdotto il parametro spazio a fianco di timbro, altezza, durata, intensità? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Progetto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;3. Traduzione di un edificio in uno strumento musicale.&lt;br /&gt;Non dunque spazi/architetture per la musica e per il suono ma spazi che creano suono. &lt;br /&gt;Il design acustico e quello spaziale si identificano. &lt;br /&gt;4. Allestimento di una mostra sul suono in un ipotetico centro per la musica (che comprende spazi accessori quali piccolo bookshop, bar, etc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NOTE GENERALI &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Luogo di intervento&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Campo di azione per tutti i progetti sarà la Rotonda della Besana o, previa ulteriore verifica, uno dei due Caselli all’Arco della Pace a Milano.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Elaborati di progetto e di tesi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Preliminarmente e parallelamente a ogni progetto di tesi viene chiesta un’indagine sul rapporto spazio/suono e in senso più stretto sul rapporto architettura/musica, attraverso ricerche approfondite:&lt;br /&gt;- sugli esempi storici e contemporanei di luoghi per l’esecuzione/ascolto, con particolare riferimento a quelli più sperimentali &lt;br /&gt;- sui materiali e la loro risposta al suono&lt;br /&gt;- sull’uso del suono nella progettazione degli interni e in particolare degli allestimenti espositivi e museali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste ricerche faranno parte dell’elaborato finale di tesi (in forma cartacea e digitale), insieme agli elaborati di progetto: schizzi di studio e modelli che dimostrino lo sviluppo del progetto dalle prime idee alla versione finale, disegni tecnici, rappresentazione tridimensionali di varia natura, video e altri strumenti multimediali, prototipi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONTRIBUTI INTEGRATIVI ALLA DOCENZA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Massimiliano Viel&lt;/strong&gt; , compositore musicista e docente al Conservatorio di Bolzano &lt;br /&gt;&amp;gt; sul rapporto musica/spazio&lt;br /&gt;lezioni il 05.12.2008 e 12.12.2008&amp;nbsp; e altri interventi&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.maxviel.it/"&gt;http://www.maxviel.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/massimilianoviel"&gt;http://www.myspace.com/massimilianoviel&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.sincronie.org/italiano/sincronie_01.htm"&gt;http://www.sincronie.org/italiano/sincronie_01.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.otolab.net/"&gt;http://www.otolab.net/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ssim-el.net/"&gt;http://www.ssim-el.net/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Ramuntcho Matta&lt;/strong&gt;, artista e musicista &lt;br /&gt;&amp;gt; sul suono &lt;br /&gt;lezione il 16.01.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Ricciarda Belgiojoso&lt;/strong&gt;, architetto &lt;br /&gt;&amp;gt; sugli artisti che hanno usato il suono nel progetto degli spazi pubblici. &lt;br /&gt;lezione il 30.01.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Franco Duranti&lt;/strong&gt;, artista &lt;br /&gt;&amp;gt; sul rapporto pittura/partitura (scrittura nell’arte/scrittura della musica)&lt;br /&gt;lezione il 04.02.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;-&amp;nbsp;Hubert Westkemper&lt;/strong&gt;, regista del suono &lt;br /&gt;&amp;gt; sulla tecnica del suono nell’architettura &lt;br /&gt;lezione in marzo/aprile 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Steve Piccolo&lt;/strong&gt;, musicista e sound-designer&lt;br /&gt;&amp;gt; sul suono negli spazi espositivi&lt;br /&gt;lezione&amp;nbsp; in marzo/aprile 2008&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stevepiccolo.undo.net/"&gt;http://www.stevepiccolo.undo.net/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-7452587065228566160?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/7452587065228566160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/lo-spazio-e-il-suono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/7452587065228566160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/7452587065228566160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/lo-spazio-e-il-suono.html' title='MP - LO SPAZIO E IL SUONO - A.A. 2008/2009 - programma del laboratorio'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8fGWnS_rVDQ/Tfdi6tDr5eI/AAAAAAAAAK4/tTxbT0ZZLB8/s72-c/Xenakis_Strat%25C3%25A9gie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-1215178469465841520</id><published>2011-05-02T17:24:00.005+02:00</published><updated>2011-05-05T14:56:13.534+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - THENABABOOKSHOW in Triennale</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-d6ho-W6eLc0/Tb7Sh6Q1WTI/AAAAAAAAAJc/kcFlz2jbc0Y/s1600/_DSC8848.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" j8="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-d6ho-W6eLc0/Tb7Sh6Q1WTI/AAAAAAAAAJc/kcFlz2jbc0Y/s320/_DSC8848.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;THE NABA BOOKSHOW &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 8 luglio 2008 dalle ore 10:30 alle 20:30&lt;br /&gt;Triennale di Milano&lt;br /&gt;Evento/mostra a cura di: &lt;br /&gt;Michele Porcu con Stefano Mirti (Direttore Scuola di Design NABA) e Ailadi Cortelletti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi: &lt;br /&gt;10:30: Giampiero Bosoni, Gabriele De Vecchi, Massimo Martignoni, Alessandro Guerriero, Mario Piazza&lt;br /&gt;12.00: Lisa Ponti, Stevan Tešić, Franco Toselli, Nanda Vigo&lt;br /&gt;13.30: Giulio Iacchetti, Ico Migliore e Mara Servetto, Paola Nicolin, Francesca Picchi&lt;br /&gt;15.00: Nanni Balestrini, Simeone Crispino (Vedova Mazzei), Marina Del Cinque, Bruna Miorelli&lt;br /&gt;16.30: Anna Barbara, Salvatore Licitra, Attilio Stocchi, Giorgio Zanchetti&lt;br /&gt;18.00: Duilio Forte, Francesco Librizzi, Gianni Romano, Maurizio Scalzi, Alessandro Scandurra, Maria Giulia Zunino ... + Silvana Annicchiarico (Direttrice Triennale Design Museum)&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Progetti di: &lt;br /&gt;Andrea Guerini, Natalie Herland, Lara Karaso, Ignazio Lacitignola, Giulia Lanfranchi, Marica Marzano, Julia Oberg, Giulio Parini, Alice Pelliccia Serafini, Valeria Portinari, Miriam Rossignoli, Fosca Salvi, Erica Tacconi, Maye Lien Vikan, Erica Vitale (studenti del terzo anno della Scuola di Design NABA), &lt;br /&gt;e di: Eleanna Agiassoglou, Dmitry Alexandrov, Maria Lucia Castro, Ximena Figueroa, Vera Gapon, Sabina Hagverdi, Petra Tikulin, Natalia Tyurkina (studenti del Master di Interior Design NABA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-4cacfiaAhWI/Tb7TS5YHfcI/AAAAAAAAAJk/hRX_vZ-K7TI/s1600/_DSC8945.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="211px" j8="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-4cacfiaAhWI/Tb7TS5YHfcI/AAAAAAAAAJk/hRX_vZ-K7TI/s320/_DSC8945.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3BrWLdhtvsk/Tb7VaXsXk4I/AAAAAAAAAJs/iLYyEFKKhYM/s1600/_DSC8987.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" j8="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-3BrWLdhtvsk/Tb7VaXsXk4I/AAAAAAAAAJs/iLYyEFKKhYM/s320/_DSC8987.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-JEsKg2hxr7w/Tb7VHJDxlrI/AAAAAAAAAJo/uN9dADXF974/s1600/_DSC8979.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" j8="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-JEsKg2hxr7w/Tb7VHJDxlrI/AAAAAAAAAJo/uN9dADXF974/s320/_DSC8979.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JABLxOClgSg/Tb7VtuiwxCI/AAAAAAAAAJw/mf5rZvi6qrM/s1600/_DSC9015.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" j8="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-JABLxOClgSg/Tb7VtuiwxCI/AAAAAAAAAJw/mf5rZvi6qrM/s320/_DSC9015.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CWztbTEleUw/Tb7WhDrEGTI/AAAAAAAAAJ8/GmTQL24lgWY/s1600/_DSC9068.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" j8="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-CWztbTEleUw/Tb7WhDrEGTI/AAAAAAAAAJ8/GmTQL24lgWY/s320/_DSC9068.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ixtEWQuFmJ4/Tb7WvL1rinI/AAAAAAAAAKA/SsAXD-Tkas0/s1600/_DSC9086.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" j8="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-ixtEWQuFmJ4/Tb7WvL1rinI/AAAAAAAAAKA/SsAXD-Tkas0/s320/_DSC9086.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2EEwBbN_0DM/Tb7W-ZooIUI/AAAAAAAAAKE/pPtGx4gcxj8/s1600/_DSC9115.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" j8="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-2EEwBbN_0DM/Tb7W-ZooIUI/AAAAAAAAAKE/pPtGx4gcxj8/s320/_DSC9115.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Yh-Wbq3yRp4/Tb7V85Zno-I/AAAAAAAAAJ0/cQdYgEnHYFw/s1600/_DSC9042.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="211px" j8="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Yh-Wbq3yRp4/Tb7V85Zno-I/AAAAAAAAAJ0/cQdYgEnHYFw/s320/_DSC9042.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;fotografie di Mariano Dallago&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Il tema dei progetti di tesi della scuola di Design di NABA dell'A.A. 2007/2008 è stato il libro: dalla mostra/installazione per un libro unico, le Lezioni Americane di Italo Calvino (corso di Exhibition Design tenuto da Michele Porcu), a una serie di bookshop tematici - per non vedenti, per la metropolitana, per un libro prezioso, per un Museo di Fotografia - (corso di Interior Design tenuto da Luca Poncellini), fino al suo totale (e dissacrante) ripensamento come strumento tra memoria, conoscenza e comunicazione (corso di Product Design tenuto da Luca Buttafava).&lt;/div&gt;Il Master di Interior Design (docenti Ailadi Cortelletti e Stefano Mirti) ha affontato l’abitare attraverso la narrazione in forma di fumetto di architettura: “The truth is for suckers, Johnny-boy”, otto storie ambientate nella casa con le zampe di Figini e Pollini al Villaggio dei Giornalisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi progetti stanno alla base della mostra/evento che si è tenuto martedì 8 luglio 2008, nello spazio Agorà del Design Museum alla Triennale di Milano. Gli studenti del terzo anno insieme ai loro docenti, si sono messi in gioco utilizzando i loro lavori, per avere una particolare “correzione”. Per tutta la giornata, trenta invitati “speciali” si sono confrontati con gli studenti, i docenti e il pubblico&amp;nbsp;usando anche le proprie opere come terreno di incontro o di scontro. &lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img height="63px" src="http://4.bp.blogspot.com/-Yh-Wbq3yRp4/Tb7V85Zno-I/AAAAAAAAAJ0/cQdYgEnHYFw/s320/_DSC9042.jpg" style="filter: alpha(opacity=30); left: 329px; mozopacity: 0.3; opacity: 0.3; position: absolute; top: 2340px; visibility: hidden;" width="96px" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-1215178469465841520?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/1215178469465841520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/thenababookshow-in-triennale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/1215178469465841520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/1215178469465841520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/thenababookshow-in-triennale.html' title='MP - THENABABOOKSHOW in Triennale'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-d6ho-W6eLc0/Tb7Sh6Q1WTI/AAAAAAAAAJc/kcFlz2jbc0Y/s72-c/_DSC8848.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-4668897550598571053</id><published>2011-05-02T16:59:00.002+02:00</published><updated>2011-05-05T14:47:48.655+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - Sospensione del Blog</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tGKA_Fn6cx8/Tb7CvGBA80I/AAAAAAAAAJI/X8q5TeKQ_Cc/s1600/DSC04631.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240px" j8="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-tGKA_Fn6cx8/Tb7CvGBA80I/AAAAAAAAAJI/X8q5TeKQ_Cc/s320/DSC04631.JPG" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DAfYYfTd2G4/Tb7DTS0D62I/AAAAAAAAAJQ/SpoNP_NaJTc/s1600/DSC04229.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240px" j8="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-DAfYYfTd2G4/Tb7DTS0D62I/AAAAAAAAAJQ/SpoNP_NaJTc/s320/DSC04229.JPG" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Il blog negli ultimi mesi, per differenti motivi, è rimasto fermo. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Ci proponiamo al più presto di riattivarlo, pubblicando i progetti di tesi degli studenti dell'a.a. 2009/2010 già laureati, di quelli ancora in elaborazione e di introdurre il corso dell'a.a. 2010/2011.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Scusandoci&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;A&amp;nbsp;presto&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;MP&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-4668897550598571053?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/4668897550598571053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/sospensione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/4668897550598571053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/4668897550598571053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2011/05/sospensione.html' title='MP - Sospensione del Blog'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-tGKA_Fn6cx8/Tb7CvGBA80I/AAAAAAAAAJI/X8q5TeKQ_Cc/s72-c/DSC04631.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-2511665690911154023</id><published>2010-07-15T13:52:00.006+02:00</published><updated>2010-07-16T12:36:18.570+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - Architetture in vendita 02: François Roche, "Snake"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD70z6DTHFI/AAAAAAAAAGY/8k_R_I3gXrI/s1600/Roche_atelier_11.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD70z6DTHFI/AAAAAAAAAGY/8k_R_I3gXrI/s320/Roche_atelier_11.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Di &lt;a href="http://www.new-territories.com/"&gt;François Roche&lt;/a&gt; abbiamo parlato. Francese, radicale, ironico, è tra i più interessanti ricercatori in campo architettonico delle ultime generazioni. Potremmo dire uno dei pochi.&amp;nbsp;I suoi progetti partono quasi sempre da processi di mutazione spesso meccanici tradotti da campi scientifici.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ancora il sito &lt;a href="http://www.architecturedecollection.fr/bien.asp?REF=0000025"&gt;architecture de collection&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ci offre una serie di&amp;nbsp; immagini poco note di un suo interno "Snake" realizzato a Parigi nel 2003 e ora in vendita. Una casa/atelier con spazi espositivi di 350 mq che ruota intorno a un serpente abitabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD71YtI3tFI/AAAAAAAAAGg/XqqA5ErrvzY/s1600/Roche_atelier_12_disegni.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD71YtI3tFI/AAAAAAAAAGg/XqqA5ErrvzY/s400/Roche_atelier_12_disegni.jpg" width="345" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD71iHBb3zI/AAAAAAAAAGo/lVgITcW2VV4/s1600/Roche_atelier_01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD71iHBb3zI/AAAAAAAAAGo/lVgITcW2VV4/s320/Roche_atelier_01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD71pn-6I1I/AAAAAAAAAGw/H6SfjSs5Riw/s1600/Roche_atelier_02.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD71pn-6I1I/AAAAAAAAAGw/H6SfjSs5Riw/s320/Roche_atelier_02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD7139tyl1I/AAAAAAAAAG4/wTs9cSZBpyA/s1600/Roche_atelier_06.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD7139tyl1I/AAAAAAAAAG4/wTs9cSZBpyA/s320/Roche_atelier_06.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD72CyfxOrI/AAAAAAAAAHA/-q8RPLqqctc/s1600/Roche_atelier_07.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD72CyfxOrI/AAAAAAAAAHA/-q8RPLqqctc/s320/Roche_atelier_07.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD72M0DIvFI/AAAAAAAAAHI/IsKxE4e5NUE/s1600/Roche_atelier_10.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD72M0DIvFI/AAAAAAAAAHI/IsKxE4e5NUE/s320/Roche_atelier_10.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD72WIgGHCI/AAAAAAAAAHQ/Vem4ZFsBUEM/s1600/Roche_atelier_05.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD72WIgGHCI/AAAAAAAAAHQ/Vem4ZFsBUEM/s320/Roche_atelier_05.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: left;"&gt;Dal sito ufficiale di Roche riportiamo questa scheda del progetto&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Snake&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Paris, 2003, France&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Architect: R&amp;amp;Sie(n)… Paris&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Creative team and associates partner : François Roche, Stephanie Lavaux, Jean Navarro&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Key dimensions: 350 m2&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Client : De la Vega&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Situation : Paris 75010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cost : 0,7 M$&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Text: Design of a private and stealth gallery for an art collector, hidden in Paris&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Scenario:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;1) Strategy of dissimulation by “you need to across a trash storage to access to the white cube”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;2) Introducing a skyzospace between two flux :&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- A public space for exhibition, with Euclidian wall and 1000 lumen light intensity&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- A “pied a Terre” area, like a worm twisted, infiltrated in the space, in a topological geometry.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;3) Covering every think by the white skin, for a ghost aspect.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;4) Hanging art pieces in references of “Pleasant Ville” movie for coloring space, or making love to make it dirty (hair, body track, sperm…).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito&amp;nbsp;le immagini tratte sempre dal sito, tra le quali vediamo anche l'opera in fase di costruzione e disegni 3D di progetto. In assenza o quasi degli oggetti e delle opere d'arte, ininfluenti rispetto al valore e al senso dello spazio e forse posizionate&amp;nbsp;unicamente per il servizio fotografico finalizzato alla vendita (come spesso accade anche&amp;nbsp;per quelli destinati agli articoli&amp;nbsp;delle riviste di settore), l'astrazione organica&amp;nbsp;rafforzata dal tutto-bianco definisce un'identità spaziale fortemente riconoscibile, quasi una glacialità calda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8JfXku6JI/AAAAAAAAAHg/VNjudC9T71Y/s1600/snake_6.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8JfXku6JI/AAAAAAAAAHg/VNjudC9T71Y/s320/snake_6.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8Jtzx6cII/AAAAAAAAAHo/jzNaTUKNODU/s1600/snake_7.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8Jtzx6cII/AAAAAAAAAHo/jzNaTUKNODU/s320/snake_7.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8J4tgQqlI/AAAAAAAAAH4/YV5C4vRsYdw/s1600/snake_8.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8J4tgQqlI/AAAAAAAAAH4/YV5C4vRsYdw/s320/snake_8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8JzlsgMYI/AAAAAAAAAHw/O7jxQi_twYA/s1600/snake_3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8JzlsgMYI/AAAAAAAAAHw/O7jxQi_twYA/s320/snake_3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8J_Jz7mQI/AAAAAAAAAIA/hL7uUXbypdE/s1600/snake_4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8J_Jz7mQI/AAAAAAAAAIA/hL7uUXbypdE/s320/snake_4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8KfTZcIOI/AAAAAAAAAII/pZD7oDOV63s/s1600/snake_5.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8KfTZcIOI/AAAAAAAAAII/pZD7oDOV63s/s320/snake_5.jpg" width="312" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8LMC5_G4I/AAAAAAAAAIY/HFAvsFJZowM/s1600/snake_light_2a.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD8LMC5_G4I/AAAAAAAAAIY/HFAvsFJZowM/s320/snake_light_2a.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-2511665690911154023?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/2511665690911154023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/07/mp-architetture-in-vendita-02-francois.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/2511665690911154023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/2511665690911154023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/07/mp-architetture-in-vendita-02-francois.html' title='MP - Architetture in vendita 02: François Roche, &quot;Snake&quot;'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TD70z6DTHFI/AAAAAAAAAGY/8k_R_I3gXrI/s72-c/Roche_atelier_11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-6919716404790185201</id><published>2010-07-12T18:55:00.001+02:00</published><updated>2010-07-12T18:56:46.468+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - Architetture in vendita 01: Pascal Häusermann</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDr83rpbULI/AAAAAAAAAFg/I1BcYZyvhFA/s1600/Hausermann+03.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtFU_kxC2I/AAAAAAAAAGI/bVUIy5cH4nk/s1600/Hausermann-01_web.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtFU_kxC2I/AAAAAAAAAGI/bVUIy5cH4nk/s320/Hausermann-01_web.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Tra i siti commerciali legati al mondo immobiliare ci si può imbattere in &lt;a href="http://www.architecturedecollection.fr/"&gt;architecture de collection&lt;/a&gt;, un webseller francese che mette in vendita&amp;nbsp;progetti e case di architetti francesi di qualità, se non maestri della storia dell'architettura moderna e contemporanea, come Henri Sauvage o Le Corbusier. E così un intento commerciale diventa straordinario strumento di diffusione di opere a volte poco note,&amp;nbsp;o delle quali&amp;nbsp;spesso&amp;nbsp;non se ne conosce lo stato attuale.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Tra queste riportiamo qui un &lt;a href="http://www.architecturedecollection.fr/bien.asp?ref=0000103"&gt;capolavoro di Pascal Häuserman&lt;/a&gt; del 1968, architetto fortemente organico&amp;nbsp;che nelle sue opere "a conchiglia" ha portato alla massima espressività il calcestruzzo armato. La villa si trova nel paese di Cher vicino a Bourges&amp;nbsp;a due ore da Parigi. &lt;em&gt;MP&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtFXJL0lxI/AAAAAAAAAGQ/SLRpRE9xrLA/s1600/Hausermann-03_web.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtFXJL0lxI/AAAAAAAAAGQ/SLRpRE9xrLA/s320/Hausermann-03_web.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtBeRBneqI/AAAAAAAAAF4/xMAMrfnJLvs/s1600/Hausermann+02.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtBeRBneqI/AAAAAAAAAF4/xMAMrfnJLvs/s320/Hausermann+02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtB9AVspKI/AAAAAAAAAGA/Dz-08IAUkhk/s1600/Hausermann+04.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtB9AVspKI/AAAAAAAAAGA/Dz-08IAUkhk/s400/Hausermann+04.jpg" width="272" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-6919716404790185201?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/6919716404790185201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/07/mp-architetture-in-vendita-01-pascal.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/6919716404790185201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/6919716404790185201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/07/mp-architetture-in-vendita-01-pascal.html' title='MP - Architetture in vendita 01: Pascal Häusermann'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDtFU_kxC2I/AAAAAAAAAGI/bVUIy5cH4nk/s72-c/Hausermann-01_web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-7593236524422907673</id><published>2010-07-07T17:27:00.009+02:00</published><updated>2010-07-16T12:45:04.081+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - Anti-casa pneumatica</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDSekJ7oyaI/AAAAAAAAAFI/1dNhpQKhMd0/s1600/oasis+2.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491188189650012578" src="http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDSekJ7oyaI/AAAAAAAAAFI/1dNhpQKhMd0/s400/oasis+2.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 250px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Haus-Rucker-Co, OASIS Nr. 7, Documenta 5, Kassel, 1972&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un post sul blog &lt;a href="http://dprbcn.wordpress.com/2010/07/05/les-utopies-gonflables-jean-paul-jungmann-et-le-groupe-utopia/"&gt;dpr-barcelona&lt;/a&gt; su Jean-Paul Jungmann e il gruppo Utopia offre l'occasione per ripensare a un periodo e a una sperimentalità quasi onirica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra fine Sessanta e inizio Settanta l'utopia architettonica sognava mondi gonfiabili. Dalla casa macchina razionalista alla casa pneumatica sessantottarda, dall'architettura all'anti-architettura per tutti. In mezzo, una guerra mondiale, milioni di morti, un mondo diviso in due.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci allora fluttuare, ed eccoci ancora sognare prima dell'ennesimo tracollo.&lt;br /&gt;La sfera gonfiabile è libertà ma anche provvisorietà, luogo possibile per culture underground fuori terra e figli dei fiori in cerca di serre movibili, entro cui amare e con le quali viaggiare, e non solo sulla strada.&lt;br /&gt;Sognando, ribellandosi ai padri colpevoli, bruciando tutto. Anni della plastica ma non di plastica.&lt;br /&gt;Quegli esperimenti, che non erano moda, rimangono a noi come testimonianza di un'epoca, in un'altra, la nostra, che riesce a svuotare di senso ogni cosa, compresi quei leggeri potenti ed evanescenti gonfiabili riproposti ora in ogni design-week-luna-park e trasformati tristemente come ogni oggetto di consumo.&lt;br /&gt;MP&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TEA2m9U0MRI/AAAAAAAAAIg/9z-oiPrPsbY/s1600/The+Cloud_1968_02.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="278" hw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TEA2m9U0MRI/AAAAAAAAAIg/9z-oiPrPsbY/s400/The+Cloud_1968_02.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TEA3JBRnMqI/AAAAAAAAAIo/itG3DIT0BLw/s1600/The+Cloud_1968_text.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="210" hw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TEA3JBRnMqI/AAAAAAAAAIo/itG3DIT0BLw/s400/The+Cloud_1968_text.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Coop Himmelblau, The Cloud, 1968/72&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-7593236524422907673?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/7593236524422907673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/07/mp-architettura-pneumatica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/7593236524422907673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/7593236524422907673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/07/mp-architettura-pneumatica.html' title='MP - Anti-casa pneumatica'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/TDSekJ7oyaI/AAAAAAAAAFI/1dNhpQKhMd0/s72-c/oasis+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-8763812547828993558</id><published>2010-04-24T23:12:00.013+02:00</published><updated>2010-04-29T15:34:43.048+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - On Lebbeus Woods</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/S9NgEvTNw3I/AAAAAAAAAEE/rqeK805MgEo/s1600/Berlin+Free+Zone+05.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 270px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463816407463347058" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/S9NgEvTNw3I/AAAAAAAAAEE/rqeK805MgEo/s400/Berlin+Free+Zone+05.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/S9NfztKtARI/AAAAAAAAAD8/NmV9upuLdyY/s1600/Terrain+02.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 149px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463816114832998674" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/S9NfztKtARI/AAAAAAAAAD8/NmV9upuLdyY/s400/Terrain+02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/S9Nfu9HXNMI/AAAAAAAAAD0/n8OYj0aw0CI/s1600/Horizon+Houses_01.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463816033214608578" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/S9Nfu9HXNMI/AAAAAAAAAD0/n8OYj0aw0CI/s400/Horizon+Houses_01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Berlin Free Zone, 1990 -- Terrain, 1999 -- Horizon Houses, San Francisco, 1996&lt;/span&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lunedì 26 aprile a lezione parleremo di Lebbeus Woods.&lt;br /&gt;Sperimentale, radicale, visionario, sono gli aggettivi che la critica ha utilizzato per definirlo. Appropriati. Ma è difficile definirlo. Convinto assertore dell'architettura come via del pensiero, e delle sue possibilità in quanto strumento di cambiamento, anche e in primo luogo politico, etico e sociale, oltre che individuale, Woods ha in questi trentacinque anni di ricchissima e prolifica progettazione attraversato tre fasi. Una prima, utopica-visionaria in senso stretto, con prefigurazioni di città e luoghi immaginari (Aeon, The New City, Origins) o di architetture simboliche legate alle dinamiche del tempo (Einstein Tomb, Epicyclarium). Verso la fine degli anni Ottanta, l'interesse si è spostato verso città e territori reali in stato di crisi contingente: Berlino, Sarajevo, L'Avana, San Francisco, DMZ Corea. Luoghi di guerra, uomo contro uomo (Sarajevo) o uomo con la natura (terremoti a San Francisco), o di crisi economica derivata da conflitti politici (L'Avana). A Sarajevo nel '92 Woods è andato come inviato di guerra per la rivista giapponese a+u, progettando sul campo processi, interventi e modalità in un'idea di "ricostruzione radicale" non accomodante, censoria, di maquillage o rimozione. In questo periodo elabora i concetti/strutture chiamati Free-Spaces, che determinano funzioni e modi d'uso dello spazio imprevedibili e antideterministici, e inventa altre anti-tipologie come Horizon Houses, Scab, Scar. Il terzo periodo, in corso, sembra ridurre la straordinaria potenza della prefigurazione per andare verso una maggiore astrazione. Sono le energie nascoste e del tutto sottoutilizzate, i moti delle particelle, a interessare Woods: esempi sono le architetture/installazioni The Fall, per la mostra di Paul Virilio alla Fondation Cartier di Parigi, o System Wien.&lt;br /&gt;Woods sorprende non solo per l'evidente straordinarietà (e anche quantità) dei suoi progetti e disegni. Sorprende per la coerenza e per la potenza delle idee, per il continuo spostamento del baricentro e dei confini dell'architettura, per l'apertura e per il messaggio che continua a trasmettere: l'architettura non è morta ed è ancora possibile immaginare. &lt;em&gt;MP&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lebbeuswoods.net/"&gt;http://lebbeuswoods.net/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-8763812547828993558?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/8763812547828993558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/04/on-lebbeus-woods.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/8763812547828993558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/8763812547828993558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/04/on-lebbeus-woods.html' title='MP - On Lebbeus Woods'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DFq4B7leRJY/S9NgEvTNw3I/AAAAAAAAAEE/rqeK805MgEo/s72-c/Berlin+Free+Zone+05.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-5534033840561081600</id><published>2010-04-23T20:22:00.012+02:00</published><updated>2010-05-06T12:09:31.056+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - Immaginazione</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il 19/21 settembre 2008 si è tenuto il &lt;a href="http://festivalstorici.comune.modena.it/festival/Viewer?cmd=default&amp;amp;level=-1&amp;amp;levelname=home&amp;amp;levellink=Viewer%3Fcmd%3Ddefault"&gt;Festival della Filosofia di Modena Carpi Sassuolo&lt;/a&gt;, e per quell'edizione (il Festival ha una cadenza annuale dal 2001) il tema era la Fantasia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non amo le citazioni. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Utilizzandole, il rischio di avvicinarsi alla banalità, noia, enciclopedica erudizione è alto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Proprio per questo motivo - bisogna contraddire a volte i propri istinti e i propri pensieri - riporterò una serie di aforismi intorno all’immaginazione, condivisibili o meno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Questo perché credo che il progetto abbia sempre più bisogno di essere un prodotto/processo anche dell'immaginazione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E allora questa lunga serie potrebbe forse spingerci a riflettere sul suo ruolo nel progetto e ad aiutarci ad arrivare a una propria e personale "definizione".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'IMMAGINAZIONE VISTA DAI FILOSOFI (MA NON SOLO): &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AFORISMI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo l'assenza pura può ispirare&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Jacques Derrida, La scrittura e la differenza&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginazione è la facoltà di rappresentare un oggetto, anche senza la sua presenza, nell'intuizione&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Immanuel Kant, Critica della ragion pura&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le facoltà dell'animo, la cui unione costituisce il genio, sono l'immaginazione e l'intelletto&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Immanuel Kant, Critica del giudizio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pericolo del fantasticare consiste nell'illusione di voler vedere qualche cosa al di là dei limiti della sensibilità&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Immanuel Kant, Critica del giudizio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mente rifugge dall'immaginare cose che diminuiscono la sua portata&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Baruch Spinoza, Etica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione è un'ondulazione dello spirito animale&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Thomas Willis, Anatomia Cerebrale&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ottime favole son verità che più s'appressano al vero ideale&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovan Battista Vico, La Scienza Nuova&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fantasia altro non è che memoria o dilatata o composta&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovan Battista Vico, La Scienza Nuova&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mancano alla filosofia i suoi visionari e chimerici artefici&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lodovico Antonio Muratori, Della forza della fantasia umana&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni sistema ed ipotesi non è che un'immaginazione, in cui ha parte ora più ora meno anche la fantasia&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lodovico Antonio Muratori, Della forza della fantasia umana&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cotanto ci affezioniamo alle nostre immaginazioni ed invenzioni, con giungere fino a tenerle e spacciarle per iscoperte indubitate della verità&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lodovico Antonio Muratori, Della forza della fantasia umana&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna avere più immaginazione che giudizio&lt;br /&gt;&lt;em&gt;François Fénelon, Lettera all'Accademia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conoscenza umana ha due forme: conoscenza per fantasia o conoscenza per intelletto&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Benedetto Croce, Estetica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso comune, l'immaginazione e la fantasia sono quasi la stessa virtù&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Avicenna, De Anima&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo reale ha dei limiti; il mondo immaginario è infinito&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Jean Jacques Rousseau, Emilio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fantasia, al cui segno compiamo quasi ogni atto della vita&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Piero Pomponazzi, De Incantationibus&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il gioco della creazione, fratelli, occorre un sacro dire di sì&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza di pensare immaginando è l'estetica della fantasia&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A.G. Baumgarten, Metafisica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fantasia costituisce il differenziale della libertà in mezzo alla determinazione&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Theodor Wiesengrund Adorno, Teoria estetica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna far uso di tutti gli aiuti dell'intelletto: dell'immaginazione, dei sensi e della memoria&lt;br /&gt;&lt;em&gt;René Descartes, Regole per la guida dell'intelligenza&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione è un'ondulazione dello spirito animale&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Thomas Willis, Anatomia Cerebrale&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dipinge col cervello, non con le mani&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Michelangelo Buonarroti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ottime favole son verità che più s'appressano al vero ideale&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovan Battista Vico, La Scienza Nuova&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle fantasie si esprime gran parte dell'autentica essenza che costituisce la personalità dell'individuo&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sigmund Freud, Sulla psicanalisi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione è come Proteo, come il camaleonte&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marsilio Ficino, Commento a Prisciano di Lidia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi abbiamo due specie dell'arte di creare immagini, e cioè l'arte delle rappresentazioni e l'arte del creare apparenze&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Platone, Sofista&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione è il movimento prodotto dalla sensazione in atto&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Aristotele, De Anima&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sapienza poetica, che fu la prima sapienza della gentilità, dovette incominciare da una metafisica&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovan Battista Vico, La Scienza Nuova&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre una fantasia tanto più viva quanto più il problema da risolvere è lontano dall'interesse logico immediato&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ernst Mach&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono idee inventate, e idee in cui ci imbattiamo&lt;br /&gt;&lt;em&gt;José Ortega y Gasset, Idee e credenze&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso comune, nella sua ignoranza filosofica, ha preteso di caratterizzare una volta per tutte la filosofia come fantasticheria&lt;br /&gt;&lt;em&gt;G.F.W. Hegel, Fenomenologia dello Spirito&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza l'immaginazione, non vi sarebbe somiglianza fra le cose&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Michel Foucault, Le parole e le cose&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un incanto destinato a far apparire l'oggetto a cui si pensa&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Jean-Paul Sartre, L'immaginario&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un geometra che crea, l'immaginazione non agisce meno che in un poeta che inventa&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Jean d'Alembert, Discorso preliminare all'Encyclopédie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che sia soprattutto l'immaginazione, fra le attività dell'anima, a dipendere dal corpo e a condividerne le alterazioni&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Plutarco, Dialoghi delfici&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fantasia, al cui segno compiamo quasi ogni atto della vita&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Piero Pomponazzi, De Incantationibus&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conoscenza intuitiva non ha bisogno di padroni&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Benedetto Croce, Estetica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bella parvenza dei mondi del sogno è il presupposto di ogni arte figurativa&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Friedrich Nietzsche, La nascita della tragedia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immagine è un fatto&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ludwig Wittgenstein, Tractatus Logico-Philosophicus&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fantasia, unificando sensibilità e ragione, diventa produttiva nel momento stesso in cui diventa pratica&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Herbert Marcuse, Verso la liberazione&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione è una facoltà quasi divina che percepisce tutto a priori&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Charles Baudelaire&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione si accontenta facilmente, le basta una mezza verità&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fontenelle, Discorso sulla natura dell'egloga&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione non è altro che il senso decaduto, ovvero indebolito, per assenza dell'oggetto&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Thomas Hobbes, Fisica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente la retorica si serve della fantasia&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Francesco Bacone, De argumentis scientiarum&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla avversa la ragione più della fantasia&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovan Battista Vico, Orazioni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intelletto può venir mosso dall'immaginazione o, al contrario, agire su di essa&lt;br /&gt;&lt;em&gt;René Descartes, Discorso sul metodo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maturità dell'uomo significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giochi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bisogna temere l'immaginazione se non quando se ne fa cattivo uso&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Antoine Arnaud, Riflessioni sull'eloquenza dei predicatori&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dono di Dio, l'immaginazione, è forse il solo strumento grazie al quale possiamo comporre le nostre idee&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Voltaire, articolo Imagination per l'Encyclopédie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione è maestra d'errore e falsità, è nemica della ragione&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Blaise Pascal, Pensieri&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La profezia è il termine ultimo cui giunge l'atto della potenza immaginativa&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mosè Maimonide, Guida dei Perplessi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fantasia, ovvero l'immaginazione, è come un tesoro&lt;br /&gt;&lt;em&gt;San Tommaso, Summa Theologiae&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mente ha molti poteri, probabilmente più di quanti gliene assegnino gli scritti dei filosofi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovanni di Salisbury, Metalogicon&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso comune, l'immaginazione e la fantasia sono quasi la stessa virtù&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Avicenna, De Anima&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiama fantasia, in genere, tutto ciò che suscita un pensiero generatore di parola&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Anonimo del Sublime&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il gioco della creazione, fratelli, occorre un sacro dire di sì&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fantasia è il senso dei sensi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giordano Bruno, De Imaginum Compositione&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immagine logica dei fatti è il pensiero&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ludwig Wittgenstein, Tractatus Logico-Philosophicus&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fantasia è diversa dalla percezione e dal pensiero: presuppone la prima, è presupposta dal secondo&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Aristotele, De Anima&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione è la pazza di casa&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nicolas de Malebranche, La Ricerca della Verità&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-5534033840561081600?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/5534033840561081600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/04/immaginazione_23.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/5534033840561081600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/5534033840561081600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/04/immaginazione_23.html' title='MP - Immaginazione'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-5181376642336011433</id><published>2010-04-23T20:00:00.006+02:00</published><updated>2011-06-14T12:39:45.009+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - L'Intruso - A.A. 2009/2010 - programma del laboratorio</title><content type='html'>&lt;em&gt;Pubblichiamo il programma del laboratorio di tesi di Interior Design del terzo anno della Scuola di Design di NABA. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nel primo mese (novembre 2009) abbiamo invitato come visiting professor Antonio O’Connell, architetto e artista di Città del Messico, artista residente in O’ per il programma O’A.I.R. nei mesi di ottobre e novembre 2009. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il corso si svolge con la collaborazione di O’, via Pastrengo 12, Milano, nell’ambito del programma O’in:NABA a cura di Michele Porcu.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;-------------------------------------------------&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DENTRO PARAcity: L'INTRUSO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;INSIDE PARAcity: INTRUDER&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;parassiti in rete&lt;br /&gt;parassiti che mangiano dall’interno la banalità del quotidiano&lt;br /&gt;parassiti che distruggono per costruire l’inespresso&lt;br /&gt;parassiti che crescono e sostituiscono nel tempo la struttura della quale si nutrono&lt;br /&gt;parassiti autonomi energeticamente, che cedono energia in favore di altro&lt;br /&gt;parassiti nel territorio isolati a formare altri paesaggi&lt;br /&gt;parassiti sottoterra&lt;br /&gt;parassiti della città degradante e cancerogena&lt;br /&gt;parassiti come anti-parassiti&lt;br /&gt;parassiti come cura omeopatica&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;(l’architettura è un virus)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PREMESSA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte alla crisi teorica complessiva dell’architettura e del design (ma una teoria del design deve forse ancora venire) e ancor più di fronte alla difficoltà di definire l‘ambito disciplinare dell’architettura degli interni - che forse non può essere separata dall’architettura tout cour – un’ipotesi è quella di partire dalle esperienze più estreme dell’architettura moderna e contemporanea. Ponendosi in continuità (che poi deve diventare necessariamente discontinuità) con queste, possiamo immaginare nuovi modelli abitativi, nuove risposte a emergenti bisogni collettivi e individuali, proposte che facciano a loro volta sorgere differenti modi di vita, funzioni non previste in sistemi chiusi e deterministici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si collega dunque ai progettisti sperimentali, radicali e visionari come Buckminster Fuller, Cedric Price, Constant (The New Babilon), Yona Friedman (+GEAM, la Ville Spatiale), Eckhard Schulze-Fielitz, David Georges Emmerich, agli Archigram, ai visionari austriaci di fine anni 60 (Coop Himmelblau, Haus Rucker-Co, Gunter Domenig), alle architetture-sculture informali francesi degli anni 60, a Pascal Hausermann (e le sue cellule), al lavoro di Claude Parent e alla sua idea di “vivre a l’oblique”, a Lebbeus Woods, al Cyberspace di Greg Lynn e Marcos Novak.&lt;br /&gt;Progettisti molto differenti, ma tutti caratterizzati dall’aver proposto idee nuove di abitare, di architettura, di città, attraverso megastrutture e cellule, elementi mobili e smontabili, infiltrazioni e metamorfosi, spazi fuori dalle convenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1. TERMINI E INTERVENTI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cos’è PARA?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal dizionario (1):&lt;br /&gt;para-2 ~ Prefisso di composti, derivati dal greco o formati modernamente, nei quali indica sia vicinanza, sia somiglianza, affinità o anche relazione secondaria, deviazione, alterazione, contrapposizione.&lt;br /&gt;[Dal gr. pará 'presso, accanto, oltre, ecc.'].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si passa dunque dal significato localizzante di “in prossimità di”, “di fianco a” “oltre”, a quello componistico di “da parte, inopportuno, imperfetto, irregolare, disordinato, improprio, sbagliato”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cos’è PARAcity?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;PARAcity è una città irregolare, in un certo senso “sbagliata”, che vive a fianco e oltre la città esistente.&lt;br /&gt;PARAcity è una città parallela, con concetti di spazio e tempo differenti.&lt;br /&gt;PARAcity viene intesa come sistema in rete di elementi e spazi sperimentali abitabili.&lt;br /&gt;PARAcity, in quanto rete discontinua, cerca di provocare disturbo nei sistemi gerarchici urbani e metropolitani.&lt;br /&gt;L’obiettivo è quello di introdurre zone libere (come le Free-Zone di Lebbeus Woods) e autonome (come le T.A.Z. - Zone Temporanee Autonome del teorico americano Haikim Bey) al fine di avviare processi di trasformazione di sistemi gerarchici in eterarchici. O comunque iniettare nel sistema frammenti di spazi liberi, non necessariamente determinati funzionalmente, che anzi possano creare funzioni nuove e non previste, favorendo logiche non deterministiche e così aprendo al caso.&lt;br /&gt;PARAcity contempla un diverso modo di progettare gli spazi e di intervenire sulla città esistente.&lt;br /&gt;PARAcity è un concetto da esplorare e al quale dare forma.&lt;br /&gt;Chi abita PARAcity cerca un modo diverso e difforme di abitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto di PARAcity potrebbe in un certo senso collegarsi a quello di Pararchitettura espresso da Bernard Tschumi e dal critico ingese Anthony Vidler, e derivato da quello filosofico di Paraestetica, definito a sua volta da David Carroll (direttore del Program in Critical Theory alla UCI - University of California, Irvine), e coniato in riferimento al mondo della riflessione estetica descritto nell’opera di Nietzsche, Lyotard, Foucault e Derrida:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io uso questo termine per indicare che mi avvicino all’arte nei termini delle sue relazioni con l’extra-estetico in generale.&lt;br /&gt;(…) La Paraestetica indica qualcosa come un’estetica che si rivolta contro se stessa, o si spinge oltre i propri limiti, un’estetica imperfetta, irregolare, disordinata, impropria - non contenta di rimanere entro l’area che l’estetica definisce.&lt;br /&gt;La Paraestetica descrive un approccio critico all’estetica per cui l’arte è una questione e non un dato, un’estetica in cui l’arte non ha un posto determinato o una definizione prefissata. (…) Paraestetica indica, allora, più un’estetica bastarda, parassitaria, trasgressiva, critica, che una ‘vera’ estetica”. (2)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come nota Anthony Vidler,&lt;br /&gt;“è importante notare che “Paraestetica” non è un’estetica dell’irregolare, del disordinato e dell’improprio, né un’estetica che ha semplicemente infranto i confini della convenzione, nel senso inteso da tanta teoria estetica romantica; è, piuttosto, un’estetica autenticamente impropria.” (3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cos’è PARASSITA?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal dizionario (1) :&lt;br /&gt;parassita (raro parassito; arc. parasito) agg. e s.m. (pl.m. -i)&lt;br /&gt;1. s.m. In biologia, qualsiasi organismo animale o vegetale che viva a spese di un altro; frequente come agg.: insetti p., piante p.; organismo p.; nell'uso comune, spec. per indicare qualsiasi insetto parassita dell'uomo (come il pidocchio, la cimice, la pulce): letti pieni di p. • fig. Persona che vive senza lavorare, sfruttando le fatiche altrui.&lt;br /&gt;2. s.m. Il tipo dello scroccone sfrontato, amante della buona cucina, spesso invitato ad allietare con buffonerie i commensali, reso celebre soprattutto dalla tradizione comica classica; in origine, funzionario culturale ateniese chiamato a partecipare alla divisione della vittima nei sacrifici.&lt;br /&gt;3. agg. In aeronautica, di aereo portato da altro aereo di mole maggiore, dal quale può distaccarsi per compiere una missione autonoma • Nella tecnica delle radiocomunicazioni, dei disturbi di diversa natura e origine che possono perturbare la ricezione ~ Con altro senso: antenna p., che non viene alimentata direttamente • In fisica: correnti p. (o correnti di Foucault), quelle indotte in grossi conduttori metallici immersi in campi magnetici variabili.&lt;br /&gt;4. s.m. e agg. In linguistica, elemento paretimologico.&lt;br /&gt;[Dal lat. parasitus, che è dal gr. parásitos 'commensale', comp. di para- 'para-2' e sîtos 'cibo'].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In architettura, con passaggio metaforico, è un elemento di relative piccole dimensioni che si posiziona a fianco, sopra o dentro un’architettura esistente, utilizzandone alcuni elementi strutturali, aggiungendo senso differente. Le due identità rimangono distinte e gli spazi individuabili. È possibile il passaggio inverso, il ritorno allo stato originario.&lt;br /&gt;Procedimento: appoggiare&lt;br /&gt;Parole chiave: simbiosi / microarchitettura [xs] / architettura nomade&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cos’è INNESTO ?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Dal dizionario (1):&lt;br /&gt;Innesto: s.m. In botanica, l'operazione consistente nell'inserire in una pianta (detta portainnesto) una parte di un'altra pianta (detta nesto) di specie o varietà diversa, allo scopo di ottenere un nuovo individuo; si effettua di solito per ottenere qualità più pregiate di frutti.&lt;br /&gt;[deverbale da lat. volg. ininsitare, comp. di in e insitare, forma intensiva di inserere 'inserire'].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In architettura è una trasformazione dall’interno (anche con possibile processo che parte da fuori) di uno spazio esistente, che di conseguenza cambia identità. È un frammento che può rigenerare la struttura ospite, dalla quale è difficilmente poi separabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procedimento: trasformare&lt;br /&gt;Parole chiave: destrutturazione / intrusione / incastro / crescita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cos’è INTRUDER?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intruder in inglese = Intruso in italiano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal dizionario (1):&lt;br /&gt;intrudere v.tr. (p. pass. intrùso), lett. Introdurre, per lo più a forza o indebitamente. / Immettere, illecitamente o arbitrariamente, in un ambiente&lt;br /&gt;[Dal lat. mediev. intruděre, comp. di in e truděre 'cacciare, spingere'].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intruder è uno spazio architettonico sperimentale radicalmente nuovo, prodotto attraverso un processo parassitario o per innesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2. IMMAGINAZIONE/FANTASIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Scrive Italo Calvino nelle sue “Lezioni Americane” - riassumendo il pensiero di Jean Starobinski relativo alla storia dell’immaginazione (v. “L’impero dell’immaginario”):&lt;br /&gt;“dalla magia rinascimentale d’origine neoplatonica parte l’idea dell’immaginazione come comunicazione con l’anima del mondo, idea che sarà poi del Romanticismo e del Surrealismo.&lt;br /&gt;Questa idea contrasta con quella dell’immaginazione come strumento di conoscenza, secondo la quale l’immaginazione, pur seguendo altre vie da quelle della conoscenza scientifica, può coesistere con quest’ultima, e anche coadiuvarla, anzi essere per lo scienziato un momento necessario per la formulazione delle sue ipotesi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il filosofo Natoli, bisogna immaginare mondi, e farlo in modo definito.&lt;br /&gt;Esplorare il probabile. Immaginare è oltrepassare la realtà, non negandola ma partendo dalla realtà stessa. L’immaginazione dunque anticipa il mondo, e si pone al di là del bene e del male.&lt;br /&gt;Anzi, fa vedere il male, la catastrofe. L’immaginazione in questo senso, è catartica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi mondi utopici, prodotti della fantasia, seguendo un altro filosofo italiano, Sergio Girone, per essere tali non devono però essere realizzati. Deve permanere un’apertura incolmabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Giacomo Marramao, la fantasia è sempre inattuale.&lt;br /&gt;Oggi non ha più a che fare con l’immaginazione (aspetto iconico della fantasia) ma più con la passione , le emozioni, con la nostra corporeità (4) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mondi utopici sono proiezioni oltre il reale che servono al reale come guida, possibilità prefigurate, esercizi di possibilità, aperture di possibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;citazioni:&lt;br /&gt;(1) da: Devoto - Oli, Dizionario della Ligua Italiana, Le Monnier, Firenze, 2002&lt;br /&gt;(2) David Carroll, Paraestethics: Lyotard, Foucault, Derrida, Metheun, New York, 1987&lt;br /&gt;(3) Anthony Vidler, Il perturbante dell’architettura. Saggi sul disagio nell’età contemporanea, Einaudi, Torino, 2006. (ed. originale: A.V., The Architectural Uncanny. Essays in the Modern Unhomely, MIT, Cambridge (Mass.) - London, 1992)&lt;br /&gt;(4) da un dialogo tra i filosofi Salvatore Natoli, Sergio Girone, Giacomo Marramao e altri, avvenuto durante il Festival di Filosofia di Modena 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3. PROGETTO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle Città Invisibili di Italo Calvino, Marco Polo racconta a Kublai Khan 55 brevi storie di altrettante città visitate (immaginate). Le città, tutte con nome di donna, appartengono a 11 temi (La città e la memoria, La città e il desiderio, La città e i segni, Le citta sottili, Le città e gli scambi, Le città e gli occhi, Le città e il nome, Le città e i morti, Le città e il cielo, Le città continue, Le città nascoste). Ogni tema ha 5 città. Nel libro i temi sono mescolati e le città raccolte in 9 capitoli, intervallati (e preceduti e conclusi) da dialoghi tra il viaggiatore veneziano e l‘imperatore e condottiero mongolo.&lt;br /&gt;Le città sono fuori dai parametri di spazio e tempo, sono mondi immaginari sottilmente legati al nostro mondo contemporaneo. Attraverso le città si parla delle relazioni tra gli uomini, e tra gli uomini e i loro luoghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riusciamo oggi, come progettisti e non-scrittori, a immaginare altre città, e a scriverne una storia?&lt;br /&gt;Riusciamo poi a entrare dentro quelle città e a immaginare i loro spazi interni (interiori)?&lt;br /&gt;E a farne poi un progetto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riusciamo a pensare per opposti, e a sostituire la memoria con il suo opposto (dimenticanza, oblio, amnesia...?), gli occhi con il loro opposto (ma esiste?), e così via?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora, lo spazio interno può essere un frammento di città?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa può significare progettare uno spazio (interno) al di là delle sue funzioni, programmi che seguono regole consolidate, fuori da ogni schema pre-determinato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è il nostro spazio ideale, dove vivere, paradisiaco o infernale che sia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi cos’è lo spazio? E lo spazio architettonico? E lo spazio architettonico interno?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il progetto di tesi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Città visionaria&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Consideriamo la città scritta (che poi è un mondo e un modo di vita e dunque un luogo di relazioni e dunque anche un interno, un insieme di interni, una rete di interni) la nostra città utopica, ideale, perfetta, proiezione dei nostri desideri, ideali, ansie, angosce, incubi, sogni, speranze. Raccontiamola da visionari, e poi come facendo uno zoom, raccontiamo anche gli interni di questa città. E se non esistono luoghi definibili come interni (e la cosa potrebbe anche essere), raccontiamo come vivono i singoli individui, facendo un cambio di scala.&lt;br /&gt;Il nostro dovrà essere un racconto analogo a quelli di Calvino, ma con la nostra anima, con la nostra immaginazione, con la nostra visionarietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’interno come intruso.&lt;/em&gt;Paracity (daremo poi un nome specifico) è la costruzione nel reale della nostra città utopica. Poichè lavoriamo dentro città esistenti e costruite, Paracity sarà una città fatta di frammenti. Nello specifico di frammenti interni. Questi frammenti sono degli intrusi nella città consolidata. I processi possono essere parassitari o per innesto, o altri da definire. Si cercano nuove tipologie o antitipologie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il luogo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il luogo scelto per il progetto è lo spazio O’ a Milano. Questo dovrà essere trasformato, dovrà essere pensato come uno dei nodi di una rete immaginaria di spazi che nel loro insieme potrebbero costituire la nostra Paracity. Dovrà essere fatto un lavoro sullo e con lo spazio architettonico interno abitativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo progetto cerchiamo di sondare la potenza dell’immaginazione, di quel “pensare immaginando” che è per A.G. Baumgarten (“Metafisica”) l'estetica della fantasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4. BIBLIOGRAFIA DI BASE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Storia e critica, esempi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sull’architettura radicale, sperimentale e visionaria, testi di e su (primo elenco):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Kurt Schwitters&lt;br /&gt;- Frederick Kiesler *1&lt;br /&gt;- Buckminster Fuller *2&lt;br /&gt;- Cedric Price&lt;br /&gt;- Situazionisti (Constant, Guy Debord, Asger Jørn)&lt;br /&gt;- Archigram *3&lt;br /&gt;- Yona Friedman&lt;br /&gt;- Architetti/artisti radicali viennesi di fine anni ’60: Coop Himmelblau, Haus-Rucker-Co, Pichler etc *4&lt;br /&gt;- Claude Parent *5&lt;br /&gt;- Gordon Matta Clark*6&lt;br /&gt;- Lebbeus Woods *7&lt;br /&gt;- Cyberspace: Marcos Novak e Greg Lynn*8&lt;br /&gt;- Lars Spuybroek / NOX*9&lt;br /&gt;- Francoise Roche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come prima indicazione, si suggeriscono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;testi generali:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neil Spiller, Visionary Architecture. Blueprints of the Modern Imagination, Thames &amp;amp; Hudson, London, 2006.&lt;br /&gt;(libro molto interessante, da leggere, riassume tutta l’architettura visionaria del XX secolo fino ad oggi, con riferimenti ai precedenti storici - Piranesi, Boullé, Ledoux)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*4 Gϋnther Feuerstein, Visionary Architecture in Austria in the Sixties and Seventies, Biennale di Venezia, 1996&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;testi specifici/monografie:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*1 Maria Bottero, Frederick Kiesler. Arte Architettura Ambiente, Milano, Electa, 1995&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*2 Michael John Gorman, Buckminster Fuller. Architettura in movimento, Skira, Ginevra-Milano, 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*3 A Guide to Archigram, Academy Editions, London, 1994&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*5 - Claude Parent con Paul Virilio, Vivre à l’oblique, Jean-Michel Place Éditions, Paris, 2004 (edizione originale 1970)&lt;br /&gt;- Nicoletti Manfredi, Claude Parent. La funzione obliqua, &lt;a href="http://www.ibs.it/ser/serpge.asp?Type=ExactPublisher&amp;amp;Search=Testo+%26+Immagine"&gt;Testo &amp;amp; Immagine&lt;/a&gt;, Torino, 2003&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*6 - Corinne Diserens, Gordon Matta Clark, Phaidon, London, 2003&lt;br /&gt;- Elisabeth Sussman, You Are the Measure, Whitney Museum of American Art, new York, 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*7 - Lebbeus Woods, Radical Reconstruction, Princeton Architectural Press, New York,&lt;br /&gt;1997&lt;br /&gt;- Lebbeus Woods, The Storm and the Fall, Princeton Architectural Press, New York, 2004&lt;br /&gt;- Peter Noever ed., Lebbeus Woods. System Wien, Hatje Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit, 2005 (catalogo inglese/tedesco della mostra al MAK di Vienna, 2005)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*8 Neil Spiller e Martin Pearce, Architects in Cyberspace, Architectural Design Profile n. 118, London, Wiley-Academy, 1995&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*9 Lars Spuybroek et al., NOX. Machining Architecture, Thames &amp;amp; Hudson, London/New York, 2004&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Teoria&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sull’architettura:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anthony Vidler, Il perturbante dell’architettura. Saggi sul disagio nell’età contemporanea, Einaudi, Torino, 2006. (ed. orig.: The Architectural Uncanny. Essays in the Modern Unhomely, MIT, Cambridge (Mass.) - London, 1992&lt;br /&gt;(da leggere soprattutto l’introduzione e la prima parte generale “Case”. Le sezioni seconda “Corpi” e terza “Spazi” sono saggi monografici su singoli architetti comunque molto interessanti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rem Koolhaas, Junkspace, Quodlibet, Macerata, 2006&lt;br /&gt;(contiene tre saggi dell’architetto olandese tradotti in italiano, i cui titoli originali sono: Bigness or the problem of the Large, 1995 - The Generic City, 1995 – Junkspace, 2001)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sulle reti come sistema sociale-politico, anarchismo nomade:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hakim Bey, T.A.Z. (Zone Temporaneamente Autonome), Shake Edizioni, Milano (edizione originale: T. A. Z., The Temporary Autonomous Zone, 1985)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Sulla città immaginaria (letteraria)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italo Calvino, Le Città Invisibili, Einaudi, Torino, 1972&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-5181376642336011433?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/5181376642336011433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/04/l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/5181376642336011433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/5181376642336011433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/04/l.html' title='MP - L&apos;Intruso - A.A. 2009/2010 - programma del laboratorio'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1944988725063095050.post-7283582400671980697</id><published>2010-04-22T20:50:00.003+02:00</published><updated>2010-05-06T12:30:53.608+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MP'/><title type='text'>MP - Premessa</title><content type='html'>Questo blog è dedicato all'attività accademica svolta in NABA da chi scrive, e in particolare ai progetti degli studenti dei laboratori di tesi del terzo anno di progettazione dello spazio architettonico interno (ufficialmente interior o exhibition design).&lt;br /&gt;Gli studenti -- co-autori del blog -- potranno pubblicare i loro progetti, testi, riflessioni, di modo che le ricerche risultino condivise e siano così in grado di crescere insieme.&lt;br /&gt;Il blog per definizione è uno spazio aperto al confronto, e dunque ci auguriamo che altri intervengano attraverso commenti, osservazioni, critiche.&lt;br /&gt;Nel blog pubblicheremo anche altre "cose" organizzate in questi anni (workshop, lecture, etc), e altre che verranno, non necessariamente collegate in stretto modo al laboratorio di tesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'anno accademico 2007/2008 il tema comune dei laboratori di tesi era il libro.&lt;br /&gt;Il mio corso proponeva la messa in mostra delle Lezioni Americane di Italo Calvino.&lt;br /&gt;A fine anno avevamo organizzato un evento in Triennale di dieci ore &lt;a href="http://naba.intra-server.de/?p=1213"&gt;THENABABOOKSHOW &lt;/a&gt;, che metteva in mostra i progetti degli studenti e determinava un confronto diretto con trenta ospiti che si alternavano nel corso della giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'anno accademico 2008/2009 il tema comune era il suono, e il mio corso indagava il suo rapporto con lo spazio. Qui il &lt;a href="http://naba.intra-server.de/?p=1457"&gt;programma&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'anno accademico 2009/2010 in corso, il laboratorio spinge gli studenti verso una totale e radicale sperimentalità, una messa in crisi degli stereotipi e delle consuetudini legate all'abitare. Primariamente, una ricerca sullo spazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questo, principalmente, si occuperanno i prossimi post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michele Porcu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1944988725063095050-7283582400671980697?l=naba-design-micheleporcu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/feeds/7283582400671980697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/04/introduzione_22.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/7283582400671980697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1944988725063095050/posts/default/7283582400671980697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://naba-design-micheleporcu.blogspot.com/2010/04/introduzione_22.html' title='MP - Premessa'/><author><name>MICHELE PORCU - MP</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17077179422063478565</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='29' src='http://3.bp.blogspot.com/-Nsuk-oqP9Cw/TwIN9ik0hkI/AAAAAAAAAOk/g8LHWmLyjUk/s220/MP02.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
